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No all'oblio

Le vittime della Shoa sono state celebrate il 27 gennaio con molteplici discorsi delle massime autorità politiche, con numerosissimi eventi e iniziative in tante piazze e scuole d'Italia, per non dimenticare, perché "fatti del genere sono sempre possibili", ha ammonito il premier Romano Prodi.
Molto giusto, molto bello celebrare... ma le milioni di vittime dei lager sovietici, le milioni di vittime delle dittature "rosse" asiatiche, dalla Cina al Vietnam alla Corea, perché non vengono ricordate? Perché non si dice chiaramente che non solo i martiri in questi Paesi sono molto più numerosi di quelli dei nefasti campi di sterminio nazisti, ma che tali stermini continuano ancor oggi? Perché tacere che lì la repressione e la eliminazione fisica dei "nemici" imperversano ancora come strumento della politica, non solo verso gli oppositori ma anche verso i cristiani, per il solo fatto della loro fede e della loro coscienza libera?
Vi è un altro aspetto da smascherare, l'ipocrisia di coloro che gridano contro l'eliminazione di rom, zingari, omosessuali nei campi di sterminio, e di handicappati e invalidi nei campi di eutanasia nazisti, ma poi sostengono a gran voce l'eutanasia, l'aborto anche con una semplice "pillola", e tante altre leggi che aprono la strada al diritto di uccidere in base alla volontà del più forte... esattamente come negli anni del nazismo.